È inutile che ci giriamo attorno, ma è bello farlo. L'idea era quella di percorrere l'intero perimetro dei tre laghi più grandi d'Italia (di Garda, di Como e lago Maggiore) in senso orario lungo riva, in modo da avere sempre la vista dell'acqua a fianco. Un giorno per ciascuno: 4-6 ore il tragitto di ogni perimetro più i trasferimenti = più o meno tutto il giorno in sella.
È stato un viaggio faticoso ma rilassante allo stesso tempo, perché la vista del lago fa questo effetto ed è quello che cercavo.
Dunque, primo giorno: sbarco a Genova con trasferimento fino alla famosa "Strada della Forra" sul lago di Garda. E' un tratto di pochi km assai suggestivo perché la strada si fa buia nella "forra" scavata dal torrente fra due strapiombi di roccia, tanto che Churchill la definì l'ottava meraviglia e ci hanno girato dei film, compreso un inseguimento con James Bond a colpi di mitraglietta (qui il video teutonico di un harleysta che rende l'idea del posto, anche se non si vede il torrente:
https://www.youtube.com/watch?v=v7EmlV9OxkA)
. Il percorso sale ripido fino a Pieve di Tremosine, da dove si scende.
Il torrente della Strada della Forra
Lago di Garda
Poi ho raggiunto Limone sul Garda e Riva del Garda, principale centro turistico.
Riva del Garda
Riva del Garda
Ristoro e continuazione del giro giù verso Peschiera e Sirmione per poi risalire dalla sponda opposta fino a Salò, dove ho dormito in una cascina di vignaiuoli.
cascina di vignaiuoli a Salò
La Balilla da lavoro di un tempo nella cascina a Salò
Note collaterali: il lago di Garda è iper turistico, spesso si va a 20 all'ora o a passo d'uomo come sulla costiera amalfitana, inoltre 8 auto su 10 sono tedesche (non esagero): un'invasione pacifica ma spiazzante perché ti sembra di essere all'estero. Cmq vedute e paesaggi stupendi. Avendo tempo (il doppio del tempo) si può fare navigazione con i traghetti turistici e/o con quelli di linea, in questo e negli altri grandi laghi.
Secondo giorno. Passeggiata nel centro di Salò e trasferimento fino a Bellagio, principale centro turistico del lago di Como.
Lago di Como
Bellagio, punto panoramico
Bellagio, il porto
La passeggiata a Bellagio
I monti di fronte a Bellagio
l percorso lungo il lago, prima di arrivare a Bellagio da est, è uno dei più belli mai visti in chiave motociclistica. Curve scorrevoli che seguono la linea della riva, mentre a sinistra c'è la parete a strapiombo di alte montagne e sullo sfondo del lago svettano le cime innevate. Quindi viaggiando in moto la medaglia d'oro tra i grandi laghi per me va a quello di Como. Un altro suo punto di forza è la quantità di paesi lungo la riva che hanno conservato la loro fisionomia, cioè non è iper turistico.
Pranzetto a Bellagio e poi via verso Blevio, Lenno, Sorico fino a Mandello del Lario, dove passo accanto alla nuova fabbrica della moto Guzzi e mi fermo la notte. Mandello è semi deserta, eppure è sul lago e la sua riva con il porto dei traghetti è suggestiva come quella di altri centri. Boh...
La nuova fabbrica della Moto Guzzi a Mandello
Il porto di Mandello
L'attracco di Mandello
Il lago di Mandello
Terzo giorno: da Mandello trasferimento da incubo verso il lago Maggiore. Siamo in Lombardia, cuore economico del Paese, per cui ovunque traffico molto intenso di camion articolati e mezzi commerciali. Per giunta la mattina piove. In moto supero parecchie code ma lentamente e con grande stress. Non ho preso l'autostrada perché due giorni prima sulla A7 da Genova avevo visto, per fortuna sul lato opposto, un articolato ribaltato con le auto immobili in trappola per oltre 10 km.
Lago Maggiore
Alla fine arrivo a Ispra sul lago Maggiore (circa 110 km di sofferenza) e da lì al suo cuore turistico: Stresa. Le sponde del lago Maggiore, oltre a essere belle, colpiscono per le ville merlate dei ricconi lombardi di ogni epoca. A Stresa ci sono diversi grand hotel, enormi e in stile, dove volendo / potendo si può svuotare il portafoglio. Io mi sono limitato a un pranzo veloce sulla riva con un ottimo pesce del lago.
Pasto a Stresa
Poi, avendo bisogno fisico di camminare, ho percorso avanti e indietro la bella passeggiata panoramica di un paio di km che parte dalla stazione di navigazione.
Il lago Maggiore, nonostante il nome, non è il più grande (primo è quello di Garda), ma è il più lungo (66 km) e ha diverse isole rinomate, come l'Isola Bella, con i suoi giardini terrazzati del 600 "all'italiana" (barocco) su 10 livelli, e l'Isola dei Pescatori.
Il porto di Stresa
L'attracco di Stresa
Stresa, la passeggiata panoramica
Stresa, punto panoramico con l'Isola Bella
L'Isola Bella
Stresa, un attracco
Finita la camminata di nuovo in moto lungo le sponde, verso Locarno, in Svizzera, nella parte nord del lago. Percorso bello ma trafficato: mai oltre i 40 all'ora. A Locarno incrocio una rara Yamaha Niken uguale alla mia e ci sbracciamo entrambi in saluti. A proposito della moto...
Yamaha Niken
...mi ha dato grandi soddisfazioni per la sicurezza in curva e la sua particolare ciclistica forse mi ha salvato in una occasione, l'unica vera grande paura di tutto il viaggio: in una vecchia galleria semibuia, a velocità costante di ca 70 km e con mappatura RAIN, sono incappato in un pozzangherone fangoso invisibile. Il posteriore ha sbandierato con violenza per 3 volte di circa 30 cm per lato. Ho pensato di finire a terra e sarebbe stato un dramma in galleria. Per fortuna l'anteriore è rimasto immobile e ha "trascinato" la moto.
Da Locarno sono uscito con difficoltà perché GPS e internet mi avevano abbandonato: il roaming non funzionava e l'SMS "Benvenuto in Svizzera" mi é arrivato dopo essere rientrato in Italia... A.F.C.,
cambierò operatore. Nella Svizzera italiana è stato facile chiedere informazioni qua e là, ma è già sera e il traffico dei pendolari che rientrano sul lato est del lago è pazzesco, si va a passo d'uomo, per cui arrivo a Leggiuno con oltre un'ora di ritardo.
A Leggiuno, paese natale di Gigi Riva, il mio albergo sulla sponda del lago si chiama appunto... Riva.
Però non in onore di Gigi: il titolare ha lo stesso cognome, è suo lontano parente e l'ha conosciuto bene. Sono contenti di avere un sardo come ospite oltre a tedeschi e inglesi (non ho visto italiani).
Leggiuno, vista dall'ingresso dell'Albergo Riva
Il giorno dopo il mio giro dei laghi è finito, ma il traghetto è di pomeriggio e decido di passare sulle montagne del biellese, in Piemonte, in alcuni percorsi motociclistici che ho cercato la sera prima su internet.
La chiesa di Pettinengo, Piemonte
Leggevo anche di vari incidenti in zona ma vabbé, cerchiamo di essere cauti. Passo in una stradina che si inerpica verso Trivero, stretta e piena di tornanti a U, poi il percorso (verso Bielmonte, a destra c'è il "Bosco del Sorriso") diventa scorrevole e divertente, ma in quota entra dentro una nuvola e anche con i fendinebbia ci vedo poco. Mi fermo allora in una specie di baita ("agrichiosco") nelle Alpi di Margosio, con molte moto parcheggiate per un ristoro: da lì parte un sentiero escursionistico che domina la valle.
Alpe Margosio, chiosco nella nuvola
Mi faccio una camminata ed è già ora di ripartire.
Alpe Margosio, sentiero di Ermenegildo
Dopo Campiglia Cervo ecco una bella e veloce discesa a fianco del torrente Cervo, che col suo grande letto di pietre bianche costeggia la strada per 15 km.
Il torrente Cervo, Piemonte
Infine un po' di autostrada e ritorno in relax da Genova!